Vaccini. Bugie di Stato: perché?
Analizziamo le parole del portavoce ufficiale della Medicina di Stato italiana sul caso dell'influenza A (o H1N1) apparse oggi in un articolo del quotidiano La Repubblica.
Le ultime dichiarazioni pubbliche del viceministro della Salute Ferruccio Fazio sono le seguenti:
Frase 1: "L'influenza A non è grave, salvo rarissimi casi e i vaccini sono sicuri".
Frase 2: "Le mie raccomandazioni sono due: che le categorie a rischio si vaccinino perché rischiano molto, l'altra è che i vaccini sono sicuri, sono usati in tutto il mondo e non si può pensare i governi di tutto il mondo utilizzino dei vaccini che non sono sicuri".
Prima osservazione.
Da un lato la medicina di stato rassicura sul carattere innocuo dell'influenza A (frase 1), ma allo stesso tempo raccomanda di vaccinarsi contro essa (frase 2). E' chiaro che queste due asserzioni sono contraddittorie. In primis, non si capisce perché ci si debba vaccinare se l'influenza è davvero innocua, come la Medicina di Stato stessa sostiene. D'altronde questa influenza genera meno vittime delle influenze stagionali ed è "rischiosa" solo per i soggetti con patologie gravi, secondo quanto il ministro ha sostenuto.
In secundis, sembra che le categorie a rischio siano milioni di persone, viste le quantità di vaccino che lo Stato italiano ha ordinato alla multinazionale Novartis.
Seconda osservazione.
Nella frase 1 il ministro dichiara che il vaccino sarebbe "sicuro", pur ammettendo che ci sono casi con effetti collaterali gravi (parliamo di danni permanenti...) e che lui definisce "rarissimi casi".
Nella frase 2 non si cita alcuno studio scientifico, nè test nè dati statistici di riferimento, che abbia provato la "sicurezza" del vaccino (dichiarata alle frasi 1 e 2) e il ministro si lancia in un asserzione tragicomica, sostenendo che la Medicina di Stato non può sbagliarsi perchè "sono [vaccini] usati in tutto il mondo": ma l'affermazione più bigotta del ministro è che, secondo lui, non si potrebbe "pensare i governi di tutto il mondo utilizzino dei vaccini che non sono sicuri". E chi l'ha detto che non si potrebbe sospettare ciò? Ecco che il dovere del dubbio, d'obbligo in qualsiasi contesto scientifico, è venuto meno e si mette in discussione il principio fondamentale a cui hanno diritto tutti i cittadini di dubitare, di fare domande e pretendere risposte credibili.
La mia conclusione è dunque che le parole del ministro, portavoce della Medicina di Stato in Italia, non sono credibili dal punto di vista scientifico: egli non solo non porta alcun dato di rilievo che comprovi le sue asserzioni, ma neppure cita studi clinici che siano mai stati effettuati con il (presunto) vaccino contro l'influenza A.
E' noto che tali studi, ad oggi, non esistono affatto e, dunque, il ministro della sanità non può permettersi di dire che il vaccino sarebbe "sicuro", perché nessun dato scientifico lo ha dimostrato. Anzi tutti i dati pregressi sugli effetti collaterali dei vaccini mostrano l'alto impatto deleterio sull'organismo umano delle sostanze in essi contenuti.
La fonte da cui ho tratto le parole di Ferruccio Fazio è quest'articolo di Repubblica:
http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/nuova-influenza-6/vaccini-influenza/vaccini-influenza.html
Aggiungo che, pochi giorni fa, lo stesso ministro ha dichiarato che i casi gravi dovuti all'influenza H1N1 riguardano «per il 30 per cento giovani senza patologia a rischio», pur non sapendo spiegare in alcun modo le ragioni scientifiche che spiegherebbero un tale impatto sulla popolazione cosiddetta "non a rischio".
Sembra che vogliano fare di tutto per vendere questi vaccini a più cittadini-clienti-pazienti-vittime possibili: perché? Per fare soldi? Per avvelenarci e renderci dipendenti dalle loro medicine? Per creare generazioni di malati con sistemi immunitari deboli e maggiormente esposti a malattie degenerative?
Perché?
[Nel video: Bill Ryan di Project Camelot intervista Jane Burgermeister, la giornalista austriaca che ha presentato accuse penali contro l'OMS, la Baxter e diversi personaggi legati alla propagazione volontaria dell'influenza suina, con scopo di lucro e di depopolamento mondiale.]